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LA CIVILTÀ NURAGICA

La civiltà nuragica è senza dubbio la più importante espressione culturale autonoma della Sardegna antica, ma non può essere separata dalle espressioni che l’hanno preceduta e seguita.

La civiltà nuragica non è nata, non è nemmeno morta e soprattutto si è profondamente trasformata nel tempo. Le sue origini e la sua dissoluzione non possono essere paragonate agli eventi istantanei della vita di un individuo, ma devono essere intese come processi complessi di formazione, trasformazione e degenerazione. Per capirla bisogna rintracciare i fili di continuità che legano i diversi momenti del processo e i fattori di discontinuità che segnano i cambiamenti.

La civiltà nuragica è una civiltà autoctona, cioè si è formata in Sardegna ad opera di popolazioni radicate da millenni in Sardegna, e si è fondata sulle esperienze delle culture prenuragiche immediatamente antecedenti. E poiché la Sardegna è una grande isola, essa è stata in grado di ospitare e sostentare per almeno 5000 anni, a volte in stretto contatto col mondo circostante e a volte in condizioni di relativo isolamento, lo sviluppo delle popolazioni preistoriche neolitiche dedite all’agricoltura e all’allevamento e di quelle dell’età del rame e degli inizi dell’età del bronzo (circa 7000-1600 a. C.).

Stando ai risultati delle più recenti ricerche archeologiche, la civiltà nuragica si è affermata durante le fasi medie e tarde dell’età del bronzo (circa 1600-930 a. C.) e nella prima età del ferro (circa 930-730 a. C.).

Per gli antichi l’età del bronzo era l’età degli eroi, capaci di azioni grandiose nel bene e nel male: potenti re, valorosi e astuti guerrieri, ingegnosi costruttori. L’atmosfera di quei tempi lontani è ancora potentemente evocata dall’Iliade e dall’Odissea, poemi scritti alcuni secoli dopo ma derivanti dai racconti orali che circolavano in Grecia durante l’età del bronzo. Molto probabilmente, la Sardegna dell’età del bronzo ha conosciuto società non urbane e monarchiche ma rurali e tribali, comunque organizzate e vitali, capaci di trasformare il territorio, di sfruttare le risorse, di entrare in contatto col mondo circostante.

L’età del ferro è invece l’età dei popoli storici, che si formarono nelle diverse regioni d’Italia e nelle isole identificandosi coi nomi con cui sono ancora conosciute le comunità regionali. Inoltre in Occidente l’età del ferro è l’età delle grandi navigazioni, delle colonizzazioni, delle prime città e dei primi stati.

Lo sviluppo della civiltà nuragica può essere suddiviso in quattro grandi fasi. La prima è la fase dei nuraghi arcaici (Bronzo Medio 2: circa 1600-1500 a. C.); la seconda è la fase dei nuraghi classici (Bronzo Medio 3 e Bronzo Recente: circa 1500-1200 a. C.); la terza è la fase della trasformazione (Bronzo Finale: circa 1200-930 a. C.); la quarta è la fase della crisi e dissoluzione (Prima età del Ferro: circa 930-730 a. C.). Lo studioso Giovanni Lilliu aveva distinto anche una quinta fase, che però oggi non viene più considerata nuragica in quanto dalla fine dell’VIII sec. a. C. le popolazioni sarde abbandonano rapidamente l’eredità culturale nuragica e si fondono coi discendenti dei mercanti fenici già da lungo tempo stanziati nell’isola e soprattutto nei centri costieri.

Sono ormai del tutto superate le teorie che vedevano una netta contrapposizione di blocchi etnici e culturali, risolta con le armi a vantaggio dei furbi immigrati e a danno degli sfortunati nuragici. Piuttosto si deve ammettere che i fenici, portatori di straordinarie innovazioni nel campo dell’organizzazione sociale, abbiano progressivamente approfittato di tutte le opportunità offerte loro dallo sfacelo del mondo nuragico, la cui decomposizione iniziata da tempo giungeva rapidamente a conclusione.

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Lilliu Giovanni, La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all’età dei nuraghi, Edizioni Il Maestrale, Nuoro, 2003.
Contu Ercole, La Sardegna preistorica e nuragica, Edizioni Chiarella, Sassari, 1997.
Autori Vari, Ichnussa. La Sardegna dalle origini all’età classica, Edizioni Garzanti, Milano, 1981.
Autori Vari, Sardegna nuragica, Edizioni Electa, Milano, 1990LILLIU, Giovanni, La civiltà dei Sardi, Edizioni Il Maestrale, Nuoro, 2003.

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